Il governo attualmente in carica è riuscito a togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi sul nucleare, già bocciato sonoramente tre volte nel lontano 1987. Ma se non si interpellano i cittadini su un tema come quello dell'energia nucleare su che cosa votiamo? Solo per chi mandare fuori dalla casa del GF o il finalista di Sanremo? Solo su questo siamo competenti e possiamo essere responsabili?
Non sono pregiudizialmente contrario all'energia nucleare ma penso che un referendum sarebbe stato utile per scatenare un acceso e profondo dibattito nel paese. Se da una parte, come qualsiasi essere vivente dotato di istinto di sopravvivenza finalizzato alla conservazione della specie, sono spaventato da scenari come Three Mile Island (1979), Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), d'altra parte non posso non constatare che i l ricorso ai combustibili fossili, che attualmente coprono l'85% del fabbisogno energetico mondiale, è tra le pricipali cause di gravi patologie sugli esseri umani e danni all'ambiente. Non mi è peraltro chiaro se le energie rinnovabili possono sempre e del tutto sostituirli. Pertanto se non vogliamo che fra due anni il presidente del consiglio riproponga la scorciatoia nuclearista è necessario che chi si oppone all'energia nucleare proponga un piano energetico alternativo e credibile che preveda:
- incentivi alle rinnovabili
- politiche di risparmio energetico
- limitando l'uso dei combustibili fossili allo stretto necessario o a colmare i "buchi" che le rinnovabili presentano (quando piove, non c'è vento...).
- Un piano energetico che preveda anche il negawatt, cioè stili di vita più virtuosi da parte di tutti.
Non basta la buona volontà di singoli donchisciotte: ci vogliono anche tanti bei bastoni nodosi e carote di prima scelta.
g.