venerdì 29 aprile 2011

No al nucleare, sì alle rinnovabili. Tutti d'accordo ma i fossili continuano a piacerci e ucciderci

Il governo attualmente in carica è riuscito a togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi sul nucleare, già bocciato sonoramente tre volte nel lontano 1987. Ma se non si interpellano i cittadini su un tema come quello dell'energia nucleare su che cosa votiamo? Solo per chi mandare fuori dalla casa del GF o il finalista di Sanremo? Solo su questo siamo competenti e possiamo essere responsabili?
Non sono pregiudizialmente contrario all'energia nucleare ma penso che un referendum sarebbe stato utile per scatenare un acceso e profondo dibattito nel paese. Se da una parte, come qualsiasi essere vivente dotato di istinto di sopravvivenza finalizzato alla conservazione della specie, sono spaventato da scenari come Three Mile Island (1979), Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), d'altra parte non posso non constatare che i l ricorso ai combustibili fossili, che attualmente coprono l'85% del fabbisogno energetico mondiale, è tra le pricipali cause di gravi patologie sugli esseri umani e danni all'ambiente. Non mi è peraltro chiaro se le energie rinnovabili possono sempre e del tutto sostituirli. Pertanto se non vogliamo che fra due anni il presidente del consiglio riproponga la scorciatoia nuclearista è necessario che  chi si oppone all'energia nucleare proponga un piano energetico alternativo e credibile che preveda:
- incentivi alle rinnovabili
- politiche di risparmio energetico
- limitando l'uso dei combustibili fossili allo stretto necessario o a colmare i "buchi" che le rinnovabili presentano (quando piove, non c'è vento...).
- Un piano energetico che preveda anche il negawatt, cioè stili di vita più virtuosi da parte di tutti.

Non basta la buona volontà di singoli donchisciotte: ci vogliono anche tanti bei bastoni nodosi e carote di prima scelta.

g.

martedì 26 aprile 2011

Il tradimento dei referendum dimostra che la sovranità appartiene già al parlamento e non al popolo

Ha suscitato molto scalpore la proposta di un parlamentare di modificare il primo articolo della costituzione sostituendo il popolo con il parlamento come detentore della sovranità della repubblica. Sancire la sovranità di parlamentari nominati dalle segreterie dei partiti e non eletti direttamente dai cittadini, è effettivamente inquietante. Ma non è una novità che in Italia la democrazia diretta sia sempre vista come una seccatura dai governi e dai parlamenti e che il sistema politico è di fatto solo la continuazione del regime fascista, in un sistema, con più sigle e bandiere, che  alcuni chiamano "partitocrazia".
La scarsa democraticità del sistema politico italiano è ancor più evidente se pensiamo al sistematico tradimento della volontà popolare scaturita da importanti e partecipate consultazioni referendarie (abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione del ministero agricoltura,  legge elettorale e, se non ci fosse stata Fukushima, il nucleare).
In Italia il referendum può essere solo abrogativo ( solo in caso di riforma costituzionale confermativo) cioè può cancellare parti di legge o intere leggi restituendo poi la parola al parlamento che, sulla carta, dovrebbe colmare il vuoto legislativo che ne consegue, rispettando il più possibile la volontà popolare emersa dal risultato del voto. E' previsto inoltre il quorum del 50%+1 degli aventi diritto,  che non viene raggiunto da quasi 20 anni, tanto che ormai i comitati del no preferiscono invitare furbescamente all'astensione (vedi referendum sulla fecondazione assistita) piuttosto che al voto per il no. Furbescamente perché tra gli astenuti ci sono anche persone disinteressate, disinformate o persone che preferiscono il mare alle urne.
Va detto che i mezzi di informazione hanno spesso contribuito al fallimento dei referendum perché si sono guardati bene dall'informare i cittadini sia durante la raccolta delle firme sia dopo il via libera della corte costituzionale.
g.

lunedì 18 aprile 2011

Basta una buona connessione, saper cercare e, soprattutto, non essere travolti

Oggi, grazie a internet possiamo davvero sapere tutto. Tutto ciò che è pubblico naturalmente.. Oso dire che non serve più memorizzare, basta essere connessi, meglio se con un dispositivo mobile, e, soprattutto, saper cercare.
Motori di ricerca, enciclopedie libere, social network, blog, portali di informazioni, quotidiani online: una montagna di informazioni che, però, rischia di travolgerci.
Ci vorrebbe qualcuno o qualcosa che te le selezionasse, ordinasse e impacchettasse conoscendo le tue esigenze e i tuoi interessi. E' da questa banale considerazione che nasce questo blog personale.


g.