domenica 9 ottobre 2011

9-10-11

Guardo il cellulare e vedo...9 del 10 del 11 e penso che questa data di tre cifre consecutive non mi è nuova. Ad un tratto l'illuminazione. Ma è il compleanno di mio nonno Guerrino! Oggi avrebbe compiuto 100 anni. Non ero triste, ho sorriso pensando a quando mi diceva sempre "mi punto ai 100, se'l diavol no mete la coda tra i ragi" (i ragi della bicicletta, il suo amato e unico mezzo di trasporto). E' arrivato a 97, quasi 98 e poi se ne è andato in poco tempo, senza soffrire troppo. Un bel traguardo per il nonno che dopo gli 80 anni partecipava a tutte le marce e pedalate e aveva collezionato circa 200 "coppe per il più anziano" (vedi foto qui accanto).
Mi ha insegnato che nella vita bisogna sempre avere interessi, obiettivi e, soprattutto, non arrendersi mai.
Auguri Nonno!

"Io non sono autosufficiente, sono bici-sufficiente" (Guerrino Pinese)

lunedì 26 settembre 2011

A.A.A.Cercasi "Vasco"

Di Vasco sappiamo tutto. C'è chi lo adora e chi lo odia. C'è chi dice che era meglio una volta, c'è a chi invece verrebbe la pelle d'oca a sentire "44 gatti" cantata da lui (come nell'imitazione perfetta a Ciao Belli su Radio DeeJay). Io e Ary (mia moglie) da quando ci siamo messi assieme nell'ormai lontano 2003, siamo stati almeno a dieci concerti. Al nostro matrimonio i tavoli del ricevimento erano intitolati come alcune delle sue più belle canzoni. Alla notizia dell'annullamento dei 4 concerti della seconda parte del tour 2011 siamo rimasti male. E' stato deprimente dover rispedire a Ticketone per il rimborso i biglietti per il concerto del 6 settembre a Bologna. La sensazione è che sia finita davvero un'epoca e ci ritorna in mente la frase di una delle sue più belle canzoni contenente l'antitesi "tutto l'infinito finisce qui". Già, finisce, perché anche se l'"infinito" Vasco, tra un clippino e l'altro, sembra voler dire "non vedo l'ora di tornare sul palco" mi sembra alquanto improbabile che ciò accada. Come faremo senza Vasco? Soprattutto, come faremo senza i suoi concerti allo stadio?
Dovremo trovarci un'alternativa. Ma chi? Si accettano consigli. Anzi approfitto per un vero e proprio annucio: A.A.A. cercasi rocker italiano che sappia toccare tutte le corde dell'anima, che sia autoironico, provocatore, folle, contraddittorio, discusso e discutibile.

domenica 25 settembre 2011

Fuga da Facebook

Ok, ho capito, Facebook è una perdita di tempo ed energie. C'ho messo tre anni per capirlo ma, come si dice, meglio tardi che mai. E' che quando ti accorgi che appena arrivi a casa ti colleghi al social network di Zucchemberg e inizi a scorrere fino all'assuefazione la tua bacheca piena di status di quotidiani, politici e record di Tetris e Farmville dei tuoi pochi amici vuol dire che c'è qualcosa che non va. Quando pensi che scrivendo messaggi su pagine di attivisti pensi di influire sull'esito di un referendum o quando ti ritrovi a correggere un tuo post più volte per poi cancellarlo perché ti sembra fuori luogo in un posto deputato al cazzeggio, significa che hai raggiunto il punto di non ritorno. Se poi sei pure possessore di uno smartphone con l'applicazione per Facebook, e anziché goderti una passeggiata sei lì che scrolli la pagina rischiando di andare a sbattere contro un palo, significa che stai mettendo a repentaglio non solo la tua salute mentale, ma anche quella fisica. Poi c'è Paolo Attivissimo che mi ha fatto molto pensare quando, nel suo blog, dice di non voler entrare in Facebook perché iscrivendoti automaticamente "regali" la lista dei tuoi amici, con tanto di nome e cognome, a un'azienda per fini commerciali.
Insomma mi sono reso conto che Facebook tende a fagocitare tutta la rete e, se non stai attento, ti fa pure bruciare gli hamburger in padella, arrivare troppo tardi agli appuntamenti o dimenticare la macchina parcheggiata nella via interessata alla pulizia strade.
Stavo quasi per cancellarmi quando pensato che in fondo alcune pagine di FB a cui sono iscritto sono interessanti e non hanno una corrispondente versione in internet e poi, siccome mi conosco bene, è molto probabile che in futuro cambi idea.
Allora ho deciso di fare un esperimento. Ho cancellato tutti i miei contenuti del profilo (informazioni personali, foto, lista degli amici, note e messaggi), rimanendo iscritto ad alcune pagine di cui non trovo alternativa in rete. Le persone che mi conoscono mi potranno comunque contattare tramite la tradizionale posta elettronica. Chi invece fosse interessato alle mie elucubrazioni mentali mi troverà sul mio blog o su Twitter. Sono iscritto anche a Google + ma temo che anch'esso presenti gli aspetti negativi di Facebook detti sopra quindi non so se e per quanto lo userò.

lunedì 12 settembre 2011

Fantozzi2011

"E' notte alta e sono sveglio.." cantava in sottofondo una piccola tv a led appesa sopra al frigo. Fantozzi2011, con il volto illuminato dal monitor del nuovo portatile Asus acquistato involontariamente alle Poste mentre compilava un bollettino, scorreva con orgoglio la lista dei suoi 9 amici accumulati in 2 anni di Facebook: la moglie, il cane, tre colleghi di lavoro, due compagni di classe delle elementari mai più rivisti, Pierluigi Bersani e una trattoria in cui non c'era mai stato.
Accidentalmente cliccò su un link che mandava ad uno dei tanti blogger anticasta dove trovò un articolo sugli stipendi faraonici dei parlamentari. Fantozzi2011 decise che era venuto il momento di dare un segnale forte alla politica. Passò immediatamente alla finestra di Facebook e, con un rapido e preciso controlcì&controlvì, riportò l'articolo nel campo di aggiornamento dello status. Cliccò su invia con una tale rabbia che il post venne inserito per sedici volte consecutive. Meglio così, si disse, e, per meglio sottolineare la gravità del gesto, fece seguire a tutti post degli inequivocabili e perentori "mi piace".
In preda a ipersalivazione da autocompiacimento rimase per alcuni interminabili minuti a fissare il post: si sentiva protagonista della storia e immaginava le possibili ripercussioni di questa temeraria azione di protesta. 
Ritornato alla realtà, Fantozzi2011 si concesse un po' di relax nell'orto di Farmville, un diabolico giochino su Facebook per il quale aveva sviluppato una dipendenza ossessivo-compulsiva che rischiava di compromettere il già precari rapporti coniugali. Dopo aver acquistato con carta di credito revolving alcuni attrezzi, innaffiato le zucchine e dato da mangiare ai maiali, le palpebre iniziarono a chiudersi. Si arrese, spense il portatile e la tv e si apprestò a raggiungere la moglie a letto.  Attraversò il lungo corridoio, usando come pila un iPhone della 3 in comodato d'uso gratuito per 5 anni, sempre e inesorabilmente in roaming su TIM a soli 2 euro al bit.
Controllò che la sveglia fosse impostata alle 6.45 e attivata. Selezionò tra le suonerie predefinite quella meno irritante , dispose i cuscini sotto alla testa e svenne.

martedì 9 agosto 2011

Un Friulano a Bologna

Un friulano di 30 anni conosce una ragazza bolognese in chat, si innamora, impazzisce e si trasferisce a Bologna per andare a vivere con lei. Fa un concorso per entrare in comune e va a vivere con la ragazza in un monolocale del centro storico e poi la sposa pure. Il Friulano a Bologna si accorge subito che i Bolognesi, purtroppo o per fortuna, non sanno quasi nulla dei friulani. I Bolognesi credono che i friulani parlino in veneto. Sanno che sono dei gran bevitori ma solo perché li confondono con i veneti. Qualche anziano bolognese si ricorda del terremoto del '76 quando i friulani ricostruirono tutto subito. I Bolognesi sono passati in Friuli per andare a rovinarsi a buon mercato al Casinò Perla di Nova Gorica o in vacanza low cost in Crozia.

Pillole (non solo autobiografiche) per far conoscere ai bolognesi i friulani e per far conoscere ai friulani la Bologna del terzo millennio:
  • 1) Il friulano a Bologna cerca i vini friulani nella carta dei vini del ristorante e si stupisce di trovarli
  • 2) Il Friulano a Bologna, quando sente qualcuno parlare in friulano, tutto contento gli si avvicina e gli chiede di dov'è.
  •  3) il Friulano arriva a Bologna con l'abito nuovo perché sa che a Bologna ci si veste eleganti  
  • 4) Il Friulano a Bologna quando arriva in cima alla Torre degli Asinelli la prima cosa che si chiede è dov'è il nord. 
  • 5) Il Friulano a Bologna si meraviglia se incontra per strada Guccini o Dalla e lo racconta a tutti
  • 6) il Friulano a Bologna acquista spesso Piazza Grande, il quotidiano edito dai clochard bolognesi perché pensa sia una buona idea farli lavorare  
  • 7) Il Friulano a Bologna ha una madre in Friuli che non ha capito come faccia suo figlio a vivere con un lavello solo in cucina  
  • 8) il Friulano a Bologna torna sempre dal Friuli con una cassetta di pomodori e cetrioli dell'orto dei suoi  
  • 9) Il Friulano a Bologna va a prendere la macchina, non la trova più e pensa ad un furto. Dopo aver pagato 210 € tra multa, carro attrezzi e custodia veicolo, scopre l'esistenza della rimozione per pulizia strade  
  • 10) Il Friulano a Bologna passa col rosso fresco tanto non c'è nessuno. Dopo aver perso 200 euro e 6 punti patente scopre l'esistenza dei photored  
  • 11) Il Friulano a Bologna vuole stupire tutti i parenti che lo vengono a trovare raccontandogli che a Bologna ci sono ben 40 km di portici  
  • 12) Il Friulano a Bologna dopo aver accompagnato i parenti sotto le 2 torri, indica loro, fingendo abutudine, un ordinario bar sotto i portici e di fronte a loro stupore accenna stonando una nota canzone popolare: " e poi ci troveremo come le star..."
  • 13) Il #Friulano a #Bologna quando torna in Friuli la madre gli chiede se si ricordava ancora la strada di casa.
  • 14) Il #Friulano a #Bologna telefona a sua madre. La madre, per prima cosa, gli chiede "com'è il tempo lì?"
  • 15) Il #Friulano a #Bologna ha una madre che quando al tiggì intervistano Romano Prodi all'uscita dalla messa, osserva attentamente le immagini per vedere se c'è suo figlio che passa di lì
  • 16) Il #Friulano a #Bologna quando chiama i suoi, la madre gli racconta gli ultimi spiacevoli fatti di cronaca nera accaduti in Friuli
  • 17) Il #Friulano a #Bologna, quando si è trasferito nella città emiliana, sua madre voleva che si portasse un pigiama da tenere sigillato nella confezione e riposto nell'armadio, sempre pronto in caso di imprevisto ricovero ospedaliero
  • 18) Il #Friulano a #Bologna lava la macchina prima di andare dal concessionario a farsela valutare.
  • 19) Il #Friulano a #Bologna quando acquista una macchina usata controlla se l'usura delle gomme può far pensare a una manomissione del contachilometri.
  • 20) Il #Friulano a #Bologna, quando gli scappa la pipì, entra in un bar, chiede un caffè e, solo dopo alcuni minuti, chiede della toilette perché teme che il barista si possa offendere


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sabato 28 maggio 2011

Red, Luna, Sobrio e Urano. Va in onda... Il web!

Mai come nelle ultime elezioni amministrative il web è stato così protagonista e, forse, influente nel dibattito politico. La TV stessa è ormai sempre più parte della rete. Tutti i candidati sindaco hanno un sito web ma esso è solo il punto di partenza della loro campagna elettorale in rete. La maggiorparte delle interazioni con i propri potenziali elettori avviene infatti su Facebook, Twitter e Youtube. Twitter, per la sua leggerezza, funziona bene soprattutto per gli aggiornamenti in tempo reale durante eventi in corso (come lo spoglio); Facebook, il social network più diffuso, invece è più adatto a svatenare discussioni, ricorrendo ad un uso massiccio di immagini, video e altre funzionalità caratteristiche (pagine, eventi, sondaggi).
Ma qui voglio proporvi un modo nuovo di comunicazione che avviene su Youtube: i videomessaggi con relative videorisposte. Non è una novità ma qui da noi è emersa in occasione della polemica scatenata da una dichiarazione di Red Ronnie sulla eventuale vittoria di Pisapia al ballottaggio. A seguito della dichiarazione, una valanga di internauti si è iscritta alla pagina facebook di Red Ronnie per criticare, irridere o insultare il noto presentatore che ha reagito censurando molti commenti e caricando su YouTube un videomessaggio da lui stesso registrato.
Un certo dietnam ha quindi replicato a Red Ronnie con un videomessaggio "sobrio" dove criticava in maniera garbata la reazione di Red Ronnie.  Dopodiché, non so perché, Luna Ronnie, figlia di Red, ha pensato bene di intervenire in difesa del padre rispondendo a rispondendo a dietnam da lei battezzato "ragazzo sobrio".  A seguire la controreplica del ragazzo sobrio e di altri youtubers (link - link).
Questa polemica a colpi di videomessaggi , e in particolare le farneticazioni della "simpaticissima" Luna Ronnie, hanno fornito lo spunto per altri video che ironizzavano sulla faccenda.

Mentre gli anziani continuano a guardare la televisione con i soliti tg, i soliti grandi fratelli e isole dei famosi, i soliti Vespa e Santoro c'è un nuovo modo di fare televisione dal basso verso l'alto, da tutti verso tutti. Video amatoriali, con, sullo sfondo, lavelli o letti sfatti, ma molto più veri di tanti studi televisivi miliardari.

mercoledì 18 maggio 2011

12 - 13 giugno: Referendum sull'Acqua Pubblica (pagina in fase di costruzione)

I quesiti sull'acqua sono piuttosto complicati e spesso promotori e commentatori si perdono in dettagli tecnici e normativi che confondono i non "addetti ai lavori".
Proviamo a semplificare il più possibile la questione tenendo presente che al CONSUMATORE interessa sapere se gli arriva l'acqua e quanto la paga e  al CITTADINO interessa anche quanta acqua sprechiamo e chi ci guadagna sull'acqua. 
La situazione attuale fa "acqua da tutte le parti": oggi in Italia, per ogni 100 litri immessi, 30 si perdono per strada. Ad Agrigento: ogni 100 litri, 70 persi e acqua che arriva una volta ogni 15 giorni. In Germania perdono 7 litri ogni 100 ed è già motivo di polemica.
A Bologna c'è la multiutility Hera, per il 62% in mano degli enti locali, il restante 38% è dei privati. Ad Hera,  la gestione della rete idrica è stata data "in house" cioè direttamente, senza gara pubblica. In alcune zone della penisola ci sono gestori completamente privati, in altre è tutto ancora in mano pubblica. Ci sono buone e cattive gestioni private, buone e cattive gestioni pubbliche. 
In estrema sintesi, il decreto Ronchi obbliga gli enti locali, che non lo hanno ancora fatto, ad affidare la gestione dell'acqua tramite gara pubblica. Alla gara potranno partecipare anche soggetti pubblici. Almeno sulla carta, vincerà chi offrirà un rapporto qualità/prezzo migliore. Entro l'anno farà scadere tutte le gestioni pubbliche in house, cioè quelle affidate direttamente senza gara, salvo che non vengano prevalentamente privatizzate (max 30% pubblico). 
In sostanza il decreto vuole spingere gli enti locali a non gestire più direttamente la rete idrica perché la gestione pubblica è giudicata inefficiente e onerosa per le tasche dei cittadini.
Per evitare l'aumento indiscriminato delle tariffe il decreto limita al 7% il recupero massimo degli investimenti tramite le tariffe. La rete, e naturalmente il bene acqua, rimangono pubbliche.
A livello teorico anche se passasse il Decreto Ronchi la gestione potrebbe rimanere pubblica se l'ente pubblico vincesse la gara. Ma anche in caso di vittoria del Sì (alla cancellazione di alcune parti del decreto) le amministrazioni locali potranno privatizzare il servizio, come già alcune hanno fatto. Secondo quelli del SI nessuno garantisce che l'ingresso dei privati aumenterà l'efficienza del sistema e sono certi che ci sarà un aumento delle tariffe. Inoltre i privati non saranno interessati a ridurre gli sprechi e a cali nel consumo di acqua potrebbe corrispondere un aumento delle tariffe.
Infatti, recentemente c'è stato un calo del consumo di acqua ed Hera ha chiesto ai comuni di poter aumentare le tariffe per compensare le perdite. Una situazione paradossale: se riduco gli sprechi mi aumentano le tariffe?! Secondo quelli del NO anche se se la rete dovesse rimanere in mano pubblica se si vuole sistemare la rete bisognerà aumentare le tariffe perché l'alternativa è aumentare le tasse o tagliare altri servizi pubblici.
Sia in caso di vittoria del Sì che del No, rimane un grave problema che vado a spiegare:
in un monopolio, come necessariamente è quello della gestione della rete idrica (non è come il telefono che puoi avere + gestori in concorrenza) , il monopolista decide tariffe e livello del servizio. Le tariffe dovrebbero essere tenute a freno da quel 7% di massimo recupero stabilito dal decreto ma manca un'AUTORITA' tecnica e pubblica che vigili sul livello del servizio offerto.
Nemmeno la legge che risulterà dal referendum prevede l'autorità. Ma il referendum (abrogativo) può solo cancellare (parti di) leggi non aggiungerle. Qualunque sia l'esito del referendum, dovrà essere il parlamento a correggere la rotta.


Ma allora per il consumatore e il cittadino cosa è meglio votare?


Per il consumatore convine senza dubbio il sì perché avrà più probabilità che il servizio rimanga pubblico. E, tendenzialmente, il settore pubblico mantiene le tariffe basse anche a scapito di un servizio meno efficiente.
Per il cittadino, che non guarda solo le bollette, la faccenda si complica perché la situazione attuale è inaccettabile per un paese civile. L'aspetto positivo del decreto Ronchi è l'affidamento tramite gara, l'aspetto negativo è che forza le amministrazioni, senza distinzione tra virtuose o meno, ad andare verso la privatizzazione. E' vero che sono previste delle deroghe ma tendenzialmente si andrà verso la privatizzazione del servizio idrico. Gli enti locali, anche a causa dei tagli subiti dal governo, hanno bisogno di risorse e non vedono l'ora di vendere partecipazioni per sanare i bilanci sempre più in rosso.


Alla fine voterò Sì, non perché io sia uno statalista (e la vittoria del Sì non significa che non ci saranno privatizzazioni), ma perché penso che il Decreto Ronchi sia da rivedere e la vittoria del sì potrà essere un incentivo a riprendere la discussione in parlamento evitando il falso problema pubblico/privato e concentrandosi di più sull'aspetto dei controlli delle tariffe e del servizio del gestore pubblico o privato che sia.

RISORSE

Un po' di articoli che ho trovato, di diversi orientamenti.

Dal blog di Beppe Grillo:


Articolo di Repubblica:


Questi si concentrano soprattutto sugli aspetti fuorvianti della campagna referendaria:


Il decreto Ronchi con evidenziate e commentate le parti interessate al referendum:


Proposta del PD:


Il sito del Forum dei movimenti per l'Acqua

domenica 15 maggio 2011

I candidati a sindaco di Bologna sono migliori della gente che (non) li voterà.

I candidati a sindaco di Bologna sono migliori di molte persone che voteranno e di tutte quelle che si asterranno.
Sia nei confronti televisivi, sia negli incontri pubblici e sia nel web (siti, facebook, twitter...) i candidati hanno parlato soprattutto di programmi riducendo al minimo gossip e attacchi personali.

Invece quasi tutte le persone con le quali ho parlato delle elezioni, sia a 4 occhi che sul web, mi sembravano concentrate soprattutto sulle gaffe calcistiche o culinarie di Virginio Merola. Peccato perché, pur essendone un elettore, penso che Merola poteva essere criticato proprio su alcuni punti deboli del suo programma che probabilmente avrò modo di affrontare in un prossimo post.
Ma nessuno ha letto il programma di Merola come non ha letto i programmi degli altri candidati. I quotidiani hanno evidenziato soprattutto gli aspetti più folcloristici della campagna elettorale.

Questa volta, Il qualunquismo di comodo, che può portare all'astensione, non è assolutamente giustificato. I candidati hanno parlato di mobilità, di servizi sociali, di degrado, di sicurezza, di cultura e di lavoro; ognuno di essi proponendo soluzioni, magari discutibili comunque degne di riflessione. L'offerta sulla scheda elettorale era molto ampia (ben 9 candidati sindaco e 17 liste). Nomi e simboli nuovi, come il Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà, sono entrati nel panorama politico bolognese.

Temo che la politica sia morta, nel senso che la partecipazione sia ormai prerogativa di pochi donchisciotte e molti opportunisti. Gli altri, che io considero peggio di chi vota i partiti a me avversi, sono indifferenti, distratti, quasi anestetizzati; pilatescamente non votano o limitano la loro partecipazione ad un voto svogliato e dovuto ma non informato.

lunedì 9 maggio 2011

Noi, quelli che sui gradini di S. Petronio hanno contestato Bossi, di cui i giornali non hanno parlato

Domenica sera io e mia moglie abbiamo deciso di recarci in Piazza Maggiore per assistere al comizio di Lega Nord e PDL a sostegno del candidato a sindaco di Bologna Manes Bernardini. Non nascondiamo il fatto che da sempre siamo contrari alle idee che la Lega vuole rappresentare (secessione, xenofobia, giustizia fai da te...) e contestiamo il loro sostegno a Silvio Berlusconi negli attacchi alle istituzioni e nei suoi guai giudiziari. Nonostante le nostre idee siano ben chiare, non siamo iscritti ad alcun partito, né frequentiamo collettivi. Ma abbiamo voluto essere presenti al comizio per vedere coi nostri occhi ciò che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile a Bologna.
Eravamo in piazza già nel tardo pomeriggio per osservare i preparativi. Ho subito notato che i banchetti del PDL erano addobbati di bandiere italiane per sottolineare la loro distanza dagli alleati leghisti, come è noto secessionisti. In sottofondo le casse del palco mandavano canzoni di Guccini e Mingardi come a voler dire "noi rispettiamo la storia di Bologna". Mai avrei pensato di udire a un comizio leghista le canzoni simbolo di un'epoca e di una cultura non certamente leghista come via Paolo Fabbri 43 e la Locomotiva. I leghisti ci hanno rubato il Nabucco, pensavo, ora ci provano con le nostre canzoni. Dico nostre, perché noi le amiamo e le cantiamo da sempre, non come i politici leghisti che le usano poche settimane prima delle elezioni bolognesi per prendere i voti dei delusi dalla sinistra.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Eravamo seduti in attesa del comizio, sui gradini di S. Petronio. Ad un certo punto viene diffuso dalle casse poste sul palco l'inno di Mameli. Una vera e propria presa per i fondelli, se pensiamo che solo il 17 marzo scorso la Lega Nord abbandonava consigli regionali e comunali al suono delle prime note dell'inno a celebrare la giornata dell'unità nazionale.
Ma sono state le frasi pronunciate da Bossi, Tremonti e dagli altri esponenti leghisti a indignarmi. Frasi intrise di xenofobia (“c’è troppa gente che viene da fuori”, “il prossimo sindaco si chiamerà Alì Babà”), alcune pronunciate persino dal ministro dell'economia, hanno sfregiato una Piazza da sempre simbolo di accoglienza e integrazione. Non potevamo tacere su un simile oltraggio e abbiamo iniziato a sfogare tutta la nostra indignazione con urla e fischi diretti verso il palco.
E abbiamo scoperto di non essere soli, lì sui gradini del tempio bolognese perché altre persone, di diverse età, anche loro non appartamenti a partiti o collettivi, hanno contestato animatamente e spontaneamente gli interventi dei vari esponenti di Lega e PDL.
Ricordo tra di loro una coppia con un cucciolo di cane, una signora in bicicletta, un vecchietto arzillo con la borsa della spesa, un gruppetto di ragazzi. Tutrte persone che gli agenti non hanno potuto bloccare proprio perché normali cittadini. Voglio evidenziare il fatto che nessuno ha mai contestato gli attacchi dei leghisti rivolti a Merola, il candidato del centrosinistra, perché rientrano nella normale contrapposizione tra avversari politici. I passaggi contestati sono stati specificatamente quelli xenofobi o quelli in cui gli esponenti leghisti attribuivano tutte le difficoltà dei servizi sociali all'eccessiva presenza di immigrati e non ai tagli operati dal governo di cui fanno parte integrante.
Assieme alle persone presenti sui gradini di S.Petronio abbiamo cantato L'Inno di Mameli e Bella Ciao -avremmo cantato anche il Va' Pensiero se i "padani" non se ne fossero indebitamente appropriati – e abbiamo gridato "Bossi fura di ball"' e "fuori la lega da Bologna" per far provare loro ciò che provano i migranti. Volevamo che i leghisti, anzi i "padani", si sentissero clandestini a Bologna.
Dai gradini di S. Petronio non si vedevano o sentivano gli scontri tra collettivi e polizia avvenuti in via Rizzoli perché a noi nascosti dalla sagoma imponente di Palazzo Re Enzo. Ma anche qui sui gradini sono accaduti fatti spiacevoli di cui porto la mia diretta testimonianza.
Ad un certo punto alcuni ragazzi si sono alzati per fischiare. Gli agenti di polizia in tenuta antisommossa li hanno allontanati nonostante si trovassero a una distanza tale da non poter minimamente disturbare il comizio. Il palco era infatti posizionato sul lato opposto della piazza, accanto a Palazzo Re Enzo e i pochi sostenitori della Lega e del PDL erano tutti all’interno della zona del cosiddetto “crescentone”. A breve caricherò su Youtube il video che mostra l'intervento inspiegabile degli agenti con le voci di protesta dei presenti.


Gli stessi agenti non hanno pensato di intervenire a difesa di mia moglie quando un energumeno attivista della lega, mentre eravamo intenti a urlare contro l'auto blu di Bossi che abbandonava la piazza , le ha dato una spallata e, dopo che mia moglie lo ha insultato, si è girato verso di lei con tono minaccioso urlandole "hai problemi?". Ero talmente infuriato che sono intervenuto gridandogli in faccia "ecco i leghisti che se la prendono con gli immigrati e poi sono i primi ad aggredire le donne". Dopo pochi istanti si sono avvicinati altri sostenitori della Lega Nord e del PDL. Tra di loro facce poco raccomandabili. Improvvisamente microfoni e telecamere si sono diretti verso di noi per intervistarci sull'accaduto. I sostenitori leghisti e pidiellini, preoccupati che le mie parole di fronte ai cronisti potessero dare origine a un caso, si sono affrettati a contraddire, pur non essendo stati presenti, le nostre affermazioni accusandoci persino di essere in cerca di notorietà. Come se avessimo chiamato noi i cronisti. Un atteggiamento piuttosto omertoso che non pensavamo potesse appartenere a un leghista. Ma si sa che, quando si tratta di difendere la propria appartenenza, alcuni principi perdono terreno. Nel frattempo, l'energumeno col fazzoletto verde si era dileguato.
Mia moglie non ha subito lesioni evidenti ma ha accusato, a causa della spallata, dolori alla schiena fino al giorno successivo. Ma è soprattutto il fatto di aver subito un'aggressione del tutto imprevedibile che ci ha sconcertato.
Fino ad ora infatti pensavo che tra i sostenitori della Lega Nord, non ci fossero violenti. Se non altro perché mi è sempre parso che l'età media dei leghisti fosse piuttosto avanzata. Mi sono evidentemente sbagliato. Anche tra le camicie verdi si possono trovare personaggi dalla personalità critica, che possono manifestare atteggiamenti violenti nei confronti di chi osa attaccare il loro capo carismatico o la lore fede politica.
Nonostante l’intervento dei cronisti, di questo episodio non vi è traccia nei quotidiani o nei siti internet. Non ci interessa la celebrità, viviamo bene lo stesso, ma pensiamo che l'episodio non fosse del tutto irrilevante. Per poco meno i quotidiani sollevano polveroni per settimane. Perché è interessante sapere quali istinti aggressivi si possono scatenare quando dai palchi le parole istigano l'odio verso la diversità e si fa leva su appartenze utili solo a chi su di esse può ricavare un posto in parlamento o in consiglio comunale.
Un ultimo appunto sui numeri della manifestazione. Trovo desolante il balletto di cifre dei quotidiani. In Piazza non c'erano più di un migliaio di persone, compresi poliziotti, contestatori e semplici passanti. La gente interessata al comizio stava tutta sul Crescentone, occupato per la maggiorparte dai banchetti e dalle sedie degli accrediti stampa. Un flop totale se pensiamo a quanto denaro ed energie la Lega stia investendo per conquistare Bologna. 

venerdì 29 aprile 2011

No al nucleare, sì alle rinnovabili. Tutti d'accordo ma i fossili continuano a piacerci e ucciderci

Il governo attualmente in carica è riuscito a togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi sul nucleare, già bocciato sonoramente tre volte nel lontano 1987. Ma se non si interpellano i cittadini su un tema come quello dell'energia nucleare su che cosa votiamo? Solo per chi mandare fuori dalla casa del GF o il finalista di Sanremo? Solo su questo siamo competenti e possiamo essere responsabili?
Non sono pregiudizialmente contrario all'energia nucleare ma penso che un referendum sarebbe stato utile per scatenare un acceso e profondo dibattito nel paese. Se da una parte, come qualsiasi essere vivente dotato di istinto di sopravvivenza finalizzato alla conservazione della specie, sono spaventato da scenari come Three Mile Island (1979), Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), d'altra parte non posso non constatare che i l ricorso ai combustibili fossili, che attualmente coprono l'85% del fabbisogno energetico mondiale, è tra le pricipali cause di gravi patologie sugli esseri umani e danni all'ambiente. Non mi è peraltro chiaro se le energie rinnovabili possono sempre e del tutto sostituirli. Pertanto se non vogliamo che fra due anni il presidente del consiglio riproponga la scorciatoia nuclearista è necessario che  chi si oppone all'energia nucleare proponga un piano energetico alternativo e credibile che preveda:
- incentivi alle rinnovabili
- politiche di risparmio energetico
- limitando l'uso dei combustibili fossili allo stretto necessario o a colmare i "buchi" che le rinnovabili presentano (quando piove, non c'è vento...).
- Un piano energetico che preveda anche il negawatt, cioè stili di vita più virtuosi da parte di tutti.

Non basta la buona volontà di singoli donchisciotte: ci vogliono anche tanti bei bastoni nodosi e carote di prima scelta.

g.

martedì 26 aprile 2011

Il tradimento dei referendum dimostra che la sovranità appartiene già al parlamento e non al popolo

Ha suscitato molto scalpore la proposta di un parlamentare di modificare il primo articolo della costituzione sostituendo il popolo con il parlamento come detentore della sovranità della repubblica. Sancire la sovranità di parlamentari nominati dalle segreterie dei partiti e non eletti direttamente dai cittadini, è effettivamente inquietante. Ma non è una novità che in Italia la democrazia diretta sia sempre vista come una seccatura dai governi e dai parlamenti e che il sistema politico è di fatto solo la continuazione del regime fascista, in un sistema, con più sigle e bandiere, che  alcuni chiamano "partitocrazia".
La scarsa democraticità del sistema politico italiano è ancor più evidente se pensiamo al sistematico tradimento della volontà popolare scaturita da importanti e partecipate consultazioni referendarie (abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione del ministero agricoltura,  legge elettorale e, se non ci fosse stata Fukushima, il nucleare).
In Italia il referendum può essere solo abrogativo ( solo in caso di riforma costituzionale confermativo) cioè può cancellare parti di legge o intere leggi restituendo poi la parola al parlamento che, sulla carta, dovrebbe colmare il vuoto legislativo che ne consegue, rispettando il più possibile la volontà popolare emersa dal risultato del voto. E' previsto inoltre il quorum del 50%+1 degli aventi diritto,  che non viene raggiunto da quasi 20 anni, tanto che ormai i comitati del no preferiscono invitare furbescamente all'astensione (vedi referendum sulla fecondazione assistita) piuttosto che al voto per il no. Furbescamente perché tra gli astenuti ci sono anche persone disinteressate, disinformate o persone che preferiscono il mare alle urne.
Va detto che i mezzi di informazione hanno spesso contribuito al fallimento dei referendum perché si sono guardati bene dall'informare i cittadini sia durante la raccolta delle firme sia dopo il via libera della corte costituzionale.
g.

lunedì 18 aprile 2011

Basta una buona connessione, saper cercare e, soprattutto, non essere travolti

Oggi, grazie a internet possiamo davvero sapere tutto. Tutto ciò che è pubblico naturalmente.. Oso dire che non serve più memorizzare, basta essere connessi, meglio se con un dispositivo mobile, e, soprattutto, saper cercare.
Motori di ricerca, enciclopedie libere, social network, blog, portali di informazioni, quotidiani online: una montagna di informazioni che, però, rischia di travolgerci.
Ci vorrebbe qualcuno o qualcosa che te le selezionasse, ordinasse e impacchettasse conoscendo le tue esigenze e i tuoi interessi. E' da questa banale considerazione che nasce questo blog personale.


g.