lunedì 26 settembre 2011

A.A.A.Cercasi "Vasco"

Di Vasco sappiamo tutto. C'è chi lo adora e chi lo odia. C'è chi dice che era meglio una volta, c'è a chi invece verrebbe la pelle d'oca a sentire "44 gatti" cantata da lui (come nell'imitazione perfetta a Ciao Belli su Radio DeeJay). Io e Ary (mia moglie) da quando ci siamo messi assieme nell'ormai lontano 2003, siamo stati almeno a dieci concerti. Al nostro matrimonio i tavoli del ricevimento erano intitolati come alcune delle sue più belle canzoni. Alla notizia dell'annullamento dei 4 concerti della seconda parte del tour 2011 siamo rimasti male. E' stato deprimente dover rispedire a Ticketone per il rimborso i biglietti per il concerto del 6 settembre a Bologna. La sensazione è che sia finita davvero un'epoca e ci ritorna in mente la frase di una delle sue più belle canzoni contenente l'antitesi "tutto l'infinito finisce qui". Già, finisce, perché anche se l'"infinito" Vasco, tra un clippino e l'altro, sembra voler dire "non vedo l'ora di tornare sul palco" mi sembra alquanto improbabile che ciò accada. Come faremo senza Vasco? Soprattutto, come faremo senza i suoi concerti allo stadio?
Dovremo trovarci un'alternativa. Ma chi? Si accettano consigli. Anzi approfitto per un vero e proprio annucio: A.A.A. cercasi rocker italiano che sappia toccare tutte le corde dell'anima, che sia autoironico, provocatore, folle, contraddittorio, discusso e discutibile.

domenica 25 settembre 2011

Fuga da Facebook

Ok, ho capito, Facebook è una perdita di tempo ed energie. C'ho messo tre anni per capirlo ma, come si dice, meglio tardi che mai. E' che quando ti accorgi che appena arrivi a casa ti colleghi al social network di Zucchemberg e inizi a scorrere fino all'assuefazione la tua bacheca piena di status di quotidiani, politici e record di Tetris e Farmville dei tuoi pochi amici vuol dire che c'è qualcosa che non va. Quando pensi che scrivendo messaggi su pagine di attivisti pensi di influire sull'esito di un referendum o quando ti ritrovi a correggere un tuo post più volte per poi cancellarlo perché ti sembra fuori luogo in un posto deputato al cazzeggio, significa che hai raggiunto il punto di non ritorno. Se poi sei pure possessore di uno smartphone con l'applicazione per Facebook, e anziché goderti una passeggiata sei lì che scrolli la pagina rischiando di andare a sbattere contro un palo, significa che stai mettendo a repentaglio non solo la tua salute mentale, ma anche quella fisica. Poi c'è Paolo Attivissimo che mi ha fatto molto pensare quando, nel suo blog, dice di non voler entrare in Facebook perché iscrivendoti automaticamente "regali" la lista dei tuoi amici, con tanto di nome e cognome, a un'azienda per fini commerciali.
Insomma mi sono reso conto che Facebook tende a fagocitare tutta la rete e, se non stai attento, ti fa pure bruciare gli hamburger in padella, arrivare troppo tardi agli appuntamenti o dimenticare la macchina parcheggiata nella via interessata alla pulizia strade.
Stavo quasi per cancellarmi quando pensato che in fondo alcune pagine di FB a cui sono iscritto sono interessanti e non hanno una corrispondente versione in internet e poi, siccome mi conosco bene, è molto probabile che in futuro cambi idea.
Allora ho deciso di fare un esperimento. Ho cancellato tutti i miei contenuti del profilo (informazioni personali, foto, lista degli amici, note e messaggi), rimanendo iscritto ad alcune pagine di cui non trovo alternativa in rete. Le persone che mi conoscono mi potranno comunque contattare tramite la tradizionale posta elettronica. Chi invece fosse interessato alle mie elucubrazioni mentali mi troverà sul mio blog o su Twitter. Sono iscritto anche a Google + ma temo che anch'esso presenti gli aspetti negativi di Facebook detti sopra quindi non so se e per quanto lo userò.

lunedì 12 settembre 2011

Fantozzi2011

"E' notte alta e sono sveglio.." cantava in sottofondo una piccola tv a led appesa sopra al frigo. Fantozzi2011, con il volto illuminato dal monitor del nuovo portatile Asus acquistato involontariamente alle Poste mentre compilava un bollettino, scorreva con orgoglio la lista dei suoi 9 amici accumulati in 2 anni di Facebook: la moglie, il cane, tre colleghi di lavoro, due compagni di classe delle elementari mai più rivisti, Pierluigi Bersani e una trattoria in cui non c'era mai stato.
Accidentalmente cliccò su un link che mandava ad uno dei tanti blogger anticasta dove trovò un articolo sugli stipendi faraonici dei parlamentari. Fantozzi2011 decise che era venuto il momento di dare un segnale forte alla politica. Passò immediatamente alla finestra di Facebook e, con un rapido e preciso controlcì&controlvì, riportò l'articolo nel campo di aggiornamento dello status. Cliccò su invia con una tale rabbia che il post venne inserito per sedici volte consecutive. Meglio così, si disse, e, per meglio sottolineare la gravità del gesto, fece seguire a tutti post degli inequivocabili e perentori "mi piace".
In preda a ipersalivazione da autocompiacimento rimase per alcuni interminabili minuti a fissare il post: si sentiva protagonista della storia e immaginava le possibili ripercussioni di questa temeraria azione di protesta. 
Ritornato alla realtà, Fantozzi2011 si concesse un po' di relax nell'orto di Farmville, un diabolico giochino su Facebook per il quale aveva sviluppato una dipendenza ossessivo-compulsiva che rischiava di compromettere il già precari rapporti coniugali. Dopo aver acquistato con carta di credito revolving alcuni attrezzi, innaffiato le zucchine e dato da mangiare ai maiali, le palpebre iniziarono a chiudersi. Si arrese, spense il portatile e la tv e si apprestò a raggiungere la moglie a letto.  Attraversò il lungo corridoio, usando come pila un iPhone della 3 in comodato d'uso gratuito per 5 anni, sempre e inesorabilmente in roaming su TIM a soli 2 euro al bit.
Controllò che la sveglia fosse impostata alle 6.45 e attivata. Selezionò tra le suonerie predefinite quella meno irritante , dispose i cuscini sotto alla testa e svenne.